comitato tutela acque potabili preganziol

 

Approfondimenti - Parte SECONDA “DOPO LA COSTITUZIONE DEL COMITATO”

Il 12 settembre 2012 è la data di registrazione del Comitato.

Le azioni che saranno promosse, secondo quanto stabilito dall’Assemblea dei Soci, riguarderanno i seguenti ambiti:

  1. 1.Tutela della salute

  2. 2.Approvvigionamento idrico

  3. 3.Individuazione dei responsabili dell’inquinamento

  4. 4.Possibilità di bonifica della falda

  5. 5.Risarcimento dei danni

Ognuno dei cinque ambiti operativi prevede una serie di possibili specifiche attività:

1.1 Richiesta di informazioni sul periodo di tempo di esposizione inconsapevole all’inquinamento

1.2 Indagini sullo stato di salute dei cittadini che hanno bevuto acqua contenente mercurio

1.3 Eventuali interventi volti alla soluzione di patologie

2.1 Approvvigionamento idrico temporaneo attraverso fontane pubbliche

2.2 Ampliamento dell’acquedotto per raggiungere le zone colpite dall’inquinamento

2.3 Nuovi pozzi a profondità inferiore rispetto all’ottava falda per le zone senza acquedotto

2.4 Adozione di filtri per la potabilizzazione dell’acqua inquinata dal mercurio

3.1 Stato delle indagini avviate dalla Procura

3.2 Stato delle indagini avviate dall’ARPAV con finanziamento regionale

3.3 Raccolta di informazioni sullo smaltimento dei rifiuti industriali pericolosi della zona

3.4 Raccolta di informazioni sull’uso e sulla manutenzione delle numerose discariche della zona

4.1 Stato dell’indagine di fattibilità avviata dall’ARPAV con finanziamento regionale

4.2 Utilizzo dei fondi regionali derivanti dalle concessioni per lo sfruttamento delle falde

5.1 Danni alla salute

5.2 Danno patrimoniale derivato dalla perdita di valore dell’immobile

5.3 Danno patrimoniale derivato dalla perdita dell’investimento effettuato sul pozzo inquinato

5.4 Danno patrimoniale derivato dalle spese per il nuovo approvvigionamento idrico quali: a) allacciamento all’acquedotto e lavori idraulici correlati all’interno della proprietà, b) terebrazione di nuovo pozzo, c) adozione di sistemi di filtraggio dell’acqua, d) acquisto di acqua in bottiglia.

Il testo che segue, informando sull’attività del Comitato e sulle azioni poste in essere dai diversi Enti coinvolti nella gestione del problema dell’inquinamento da mercurio dell’ottava falda, farà costantemente riferimento ai cinque ambiti e alle specificità sopra indicate.

In un articolo del 25 settembre 2011 e in un altro del 2 ottobre 2011 relativamente al punto 2.2 Ampliamento dell’acquedotto è annunciata la possibilità di allacciamento all’acquedotto da parte dei cittadini di Preganziol residenti nella zona di confine a Le Grazie e via Collegio, grazie ad un accordo tra la società “Sile-Piave”, che serve il Comune di Casier, e la Veritas che serve il Comune di Preganziol. Connesso genericamente all’argomento anche un articolo del 6 ottobre 2011 che ribadisce l’obbligo, secondo la normativa regionale, di allacciarsi all’acquedotto per le nuove abitazioni situate nelle zone servite.

Un articolo del giorno 8 ottobre 2011 si riferisce al punto 3.4 Uso e manutenzione delle numerose discariche della zona riferendo che la Regione ha stanziato 7 milioni di euro per la bonifica della discarica “Tiretta” di Paese, una delle più inquinate del Veneto. A questo proposito è opportuno ricordare che già nel 2009 era stata descritta la pericolosa situazione delle molteplici discariche di Paese.

Il 12 ottobre 2011 è stato pubblicato il presente sito web.

Il 15 ottobre 2011 si è svolta la Conferenza stampa di presentazione del Comitato Tutela Acque Potabili di Preganziol. La stampa e l’informazione radiofonica locale ne hanno dato ampiamente notizia dal 15 al 21 ottobre 2011 con la serie di articoli corrispondenti ai seguenti numeri della rassegna stampa: 56, 57, 58, 59, 60, 61. In sintesi sono state riportate le principali richieste del Comitato, che corrispondono agli ambiti operativi statutari: 1. un’indagine da parte dell’ULSS sullo stato di salute dei cittadini che hanno bevuto sicuramente acqua con mercurio prima delle ordinanze comunali di maggio 2011, 4. la bonifica della falda, 3. l’individuazione dei responsabili dell’atto doloso, 5. il risarcimento dei danni. Sottolineata inoltre l’importanza del Comitato per un’informazione puntuale e libera da condizionamenti di qualsiasi genere e per non lasciare solo il cittadino che, dopo aver ricevuto promesse incoraggianti nel momento in cui il caso fa notizia, si trova in seguito di fronte ad una realtà completamente diversa in cui restano il danno patito e le enormi spese per risolverlo. L’ultimo articolo della citata serie riporta l’approvazione da parte dell’AATO dell’ampliamento dell’acquedotto (punto 2.) e la conferma che la fonte dell’inquinamento rimane ignota; è riportata inoltre la disponibilità ad “ascoltare proposte ed idee del Comitato” da parte dell’assessore all’Ambiente del Comune di Preganziol.

Di particolare interesse l’articoletto comparso il 1° novembre 2011 in cui è riportato l’avviso di riscossione dei crediti per i prelievi d’acqua nei pozzi autonomi del Comune di Treviso.

In data 14 novembre 2011 il Comitato ha trasmesso la Domanda di accreditamento presso il Comune per l’iscrizione all’albo delle Associazioni del Comune di Preganziol”, secondo quanto previsto dal Regolamento Comunale. Da allora il Comitato è in attesa di risposta.

Relativamente al punto 4. Possibilità di bonifica della falda sono apparsi due articoli in data 14 novembre 2011 e 15 novembre 2011 che riportano un’Interrogazione Parlamentare in sede europea volta a sbloccare una direttiva che prevede “l’inventario dei siti contaminati” e “l’obbligo per gli Stati membri di provvedere alla loro bonifica”.

Una serie di articoli comparsi tra il 16 novembre e il 1° dicembre 2011 trattano del punto 2.2 Ampliamento dell’acquedotto per raggiungere le zone colpite dall’inquinamento ma con riferimento al solo Comune di Treviso. Due articoli del 16 novembre 2011 (65 e 66) riportano la notizia che per la realizzazione dell’acquedotto che permetterà di allacciare i residenti dei quartieri di Sant’Angelo, San Giuseppe e Canizzano del Comune di Treviso occorrono, secondo l’ATS (Alto Trevigiano Servizi), società che gestisce i servizi idrici a Treviso (mentre a Preganziol sono gestiti da Veritas), 4 milioni e ottocentomila euro e che tali soldi non ci sono. Il giorno dopo, 17 novembre 2011, compare un articolo che, con grande enfasi, sostiene che i soldi ci sono: “in Regione pronti 3 milioni”. Al di là delle diverse posizioni politiche riportate è interessante sottolineare alcuni dati riferiti in questo articolo: “2 - 3 milioni di euro potrebbero essere recuperati sia dal capitolo degli investimenti che da quello per il disinquinamento della laguna di Venezia”, “quali azioni la Regione intenda adottare per capire le cause dell'inquinamento e se non fosse necessario pensare a sostegni economici alle famiglie danneggiate e agli interessati alla ricostruzione dell’impianto idrico”. Viene così toccato il punto 5. Risarcimento dei danni ai cittadini colpiti dall’inquinamento ma purtroppo solo a livello di ipotesi. Circa l’origine dell’inquinamento si legge che “non è ancora definita”; e circa lo studio dell’inquinamento avviato dall’ARPAV in giugno con il finanziamento regionale di 65.000 euro si legge la seguente affermazione: “Risultati non ancora disponibili: i campioni sono stati inviati al CNR”. Pertanto anche i punti 3. Individuazione dei responsabili dell’inquinamento e 4. Possibilità di bonifica della falda sono citati ma restano senza risposta. Il 30 novembre 2011 si può leggere (68, 69, 70) che il finanziamento regionale per l’ATS di Treviso c’è, anche se ridotto da 3 a 1 milione di euro. L’articolo del Gazzettino, nel titolo, cita tutti i Comuni coinvolti dall’inquinamento (Treviso, Quinto, Preganziol e Casier) come se fossero i diretti interessati dal finanziamento ma in realtà lo stanziamento di un milione di euro serve appena a coprire poco più di un quinto della cifra ritenuta necessaria per il solo Comune di Treviso secondo le già citate affermazioni dell’ATS (4.800.000 euro). Inoltre la Regione ha destinato tale milione di euro solo all’ATS e quindi di fatto la Veritas che gestisce gli impianti a Preganziol e Sile Piave che li gestisce a Casier sono di fatto escluse dal finanziamento regionale. Questo contributo, che si legge essere il seguito del “finanziamento regionale di 65.000 euro a favore di ARPAV per individuare le cause dell’inquinamento”, va dunque all’ATS di Treviso escludendo da tale aiuto regionale i cittadini di Preganziol e degli altri Comuni coinvolti. Altra notizia importante che si legge in tali articoli è che il finanziamento non proviene dai fondi per il disinquinamento della laguna di Venezia, come precedentemente dichiarato, ma “dai canoni dovuti alla Regione per le concessioni di derivazione di acque sotterranee e superficiali”. Tali canoni ammonterebbero a “poco più di 4 milioni di euro” e di questi un milione è stato dato pertanto all’ATS di Treviso.

Di fronte a tali articoli risulta poco comprensibile, per i cittadini residenti a Preganziol, Quinto di Treviso e Casier, la scelta di erogare un contributo regionale esclusivamente a favore dell’ATS e quindi della società che gestisce il servizio idrico integrato nel solo Comune di Treviso.

Il 1° dicembre 2011 si può leggere, sullo stesso argomento, una posizione, di colore politico opposto, secondo la quale sarebbe preferibile risolvere in altro modo il problema dell’inquinamento delle falde acquifere e punire i colpevoli. “Non è giusto che a pagare i danni causati da qualche delinquente sia l’intera collettività, in questo modo si stende un tappeto rosso a chi ha inquinato e si permette loro di farla franca”. Nel medesimo articolo si possono leggere frasi piuttosto inquietanti laddove il presunto e sconosciuto inquinatore è definito un “intoccabile”. La Giunta regionale è invitata ad impegnarsi “per individuare la fonte principale dell’inquinamento, scoprire chi ha portato i materiali all’origine dell’inquinamento e denunciarli alla magistratura”. In tale intervento si invitano inoltre “Regione, Provincia e i quattro Comuni interessati a costituirsi parte civile per chiedere i danni ai responsabili che devono assolutamente essere individuati”.

Anche in un articolo del 2 dicembre 2011 si tratta l’argomento 2.2 Ampliamento dell’acquedotto per raggiungere le zone colpite dall’inquinamento questa volta per il Comune di Quinto di Treviso. Il Sindaco di questo Comune ha annunciato che nel giugno 2012 partiranno i lavori (1.050.000 euro di finanziamento) in tre stralci per l’estensione dell’acquedotto “nelle zone interessate dalla scorsa primavera dall’emergenza mercurio.”

Con l’inizio dell’anno 2012 è stato possibile apprendere dal Comune di Preganziol, attraverso il giornale informativo di dicembre 2011, al di là di fatti già noti quali il permanere dell’inquinamento, quanto segue (sempre in riferimento al punto 2.2): i lavori per l’estensione dell’acquedotto, descritti dal responsabile della Veritas nell’incontro presso il Comune del 31 maggio scorso (vedi Approfondimenti - parte prima), con un intervento del costo di € 560.000, dovrebbero iniziare in primavera.

Nel frattempo, con l’arrivo dell’inverno, alcuni cittadini iscritti al Comitato avevano rilevato malfunzionamenti a tre fontane pubbliche utilizzate per far fronte all’emergenza che ormai durava da otto mesi. In riferimento alla specifica 2.1 Approvvigionamento idrico temporaneo attraverso fontane pubbliche, il Comitato, in data 3 gennaio 2012, ha inviato una segnalazione alle autorità competenti. In particolare era stato riscontrato che la fontana in piazza a Settecomuni erogava acqua sporca con grande quantità di residui scuri (color marrone) visibili ad occhio nudo; la fontana in via Dei Munari nelle giornate con temperature basse non erogava acqua; la fontana in via Spinelli (area commerciale IperLando presso il ripetitore di telefonia mobile) non erogava più acqua.

In data 11 gennaio 2012 compare un articolo in cui, oltre a riaffermare cose già note quali lo stanziamento regionale di 65.000 euro all’ARPAV per trovare le cause dell’inquinamento e l’assenza di novità in proposito, c’è un’indiretta risposta alla citata segnalazione effettuata dal Comitato, contenente però alcune imprecisioni: a) laddove si scrive “nei giorni scorsi in municipio erano giunte alcune segnalazioni da parte dei cittadini per il sospetto malfunzionamento di tre fontanelle pubbliche” va detto che non si tratta di segnalazioni effettuate genericamente da “cittadini” ma di una segnalazione specifica effettuata dal Comitato e che non si tratta di “sospetto malfunzionamento” ma di “reale malfunzionamento”. b) Laddove si afferma che “il pronto intervento dell’idraulico mandato dal Comune ha escluso ogni problema alle fontanelle” si afferma implicitamente che la segnalazione del Comitato era errata o falsa. c) Laddove le affermazioni  dell’assessore sono citate come sgomberanti “il campo da eventuali polemiche” si afferma implicitamente che sono state poste in essere azioni con finalità polemiche, mentre il Comitato ha inviato una semplice e dovuta segnalazione di malfunzionamento di tre fontane pubbliche, senza dare alcun rilievo mediatico al fatto (cioè non ritenendo utile segnalarlo alla stampa) e con il solo fine di veder risolto il problema nell’interesse dei cittadini.

Infatti, come confermato dagli utenti che avevano segnalato i guasti, i problemi indicati dal Comitato sono stati affrontati e risolti. In particolare, come si può vedere attraverso una fotografia della Fontana di via dei Munari, è stato posto un tubo di scarico blu che, mantenendo il flusso continuo dell’acqua, evita il blocco per ghiaccio dovuto alle basse temperature. Tale tubazione, prima della segnalazione del Comitato, non esisteva. Anche nella Fontana in Piazza a Settecomuni, è stato attivato un simile sistema con un piccolo tubo blu.

In data 13 gennaio 2012 è giunta la risposta del Comune, circa la citata segnalazione di malfunzionamento. In tale risposta, incredibilmente, si afferma che “a seguito verifiche eseguite sui luoghi non risultano essere stati riscontrati i mal funzionamenti segnalati”, come se la segnalazione effettuata il 3 gennaio dal Comitato fosse stata fatta senza reale motivo.

In data 16 gennaio 2012 è giunta la risposta della Veritas, che afferma di avere la gestione diretta di una sola delle tre fontane segnalate dal Comitato (ovviamente il Comitato non può sapere da chi sono gestite le fontane e perché la Veritas non gestisca anche le altre due). In tale lettera si legge che la fontana di Via dei Munari, pur coibentata il 23 novembre, “è stata dotata di un piccolo scarico continuo che dovrebbe risolvere il problema”. Infatti si tratta del tubo blu visibile in fotografia e il problema in tal modo è stato risolto. Tale risposta della Veritas conferma l’esistenza del problema segnalato dal Comitato e conferma che a seguito della segnalazione è stato adottato l’opportuno provvedimento.

In data 6 febbraio 2012 è giunta anche risposta dell’ULSS 9 che conferma, a seguito analisi di conformità, l’idoneità al consumo umano dell’acqua delle fontane pubbliche in questione (mai messa in dubbio) e “raccomanda agli Enti Gestori di valutare l’opportunità di intensificare i periodici spurghi alle fontane, punti di prelievo e/o terminali di propria competenza”. Infatti i residui scuri (di colore marrone), riscontrati periodicamente dai cittadini che utilizzano la fontana di Piazza Sette Comuni, evidentemente possono essere eliminati attraverso “periodici spurghi”.

Non si comprende, a questo punto, il senso della risposta data dal Comune di Preganziol, che ha negato, contrariamente a Veritas e all’ULSS 9, l’esistenza dei problemi segnalati dal Comitato.

Continuando la trattazione a livello generale del problema inquinamento da mercurio si segnala un cenno di attenzione al problema a livello europeo comparso in data 17 gennaio 2012.

Sempre di interesse generale anche l’articolo comparso in data 22 gennaio 2012 su Repubblica circa una sentenza del Tar Lazio che, relativamente ad un fenomeno di inquinamento da arsenico nell’acqua potabile, ha considerato la responsabilità dell’amministrazione per il “danno biologico, morale ed esistenziale” contratto dai cittadini.

In data 19 gennaio 2012 si apprende che il Comune ha stanziato, all’interno di un contributo straordinario per le scuole parificate, 3.000 euro alla scuola elementare paritaria Santa Maria delle Grazie “a fronte delle rilevanti spese che ha dovuto affrontare la scuola primaria paritaria per adeguare la centrale idrica del plesso scolastico in località Le Grazie”. Potrebbe trattarsi della Scuola che aveva citato nella pubblica assemblea del 12 maggio 2011 la dott.ssa Pupo, la quale aveva sollecitato l’allacciamento all’acquedotto dopo aver riscontrato, nell’estate 2010, mercurio a rubinetto (vedi Approfondimenti - parte prima).

In data 21 febbraio 2012 si legge sul Gazzettino un ulteriore articolo che riprende la situazione “acqua al mercurio” ripetendo fatti e dati già noti a tutti da tempo e citando un sollecito all’ARPAV, ULSS 9 e AATO, inviato dall’assessore all’ambiente del Comune di Preganziol, similmente all’articolo della Tribuna del mese scorso  già citato.

Il 14 marzo 2012 è annunciato per il mese di maggio l’avvio dei lavori relativi all’acquedotto nel Comune di Treviso per i quartieri interessati dall’inquinamento della falda: San Vitale, Sant’Angelo, San Giuseppe, Canizzano, per un totale di 32 strade. Si tratta dell’attuazione di quanto annunciato nella seconda metà del mese di novembre 2011 con il finanziamento regionale di un milione di euro che riguarda solo l’ATS ed esclude così, come riportato nell’articolo della Tribuna, Preganziol, Quinto e Casier. Nello stesso giorno, in altra pagina della Tribuna, compare un altro articolo che riferisce circa un “vertice” alla presenza del Sindaco di Preganziol, dell’assessore all’Ambiente, rappresentanti dell’ULSS 9, ARPAV, Veritas e AATO. Oltre a situazioni già note, quali il fatto che l’unica falda inquinata sia l’ottava e che l’inquinamento non sia calato, né si sia ampliato come zona, da quando se ne è data notizia, si apprende che, per cercare la causa dell’inquinamento, sarebbero state fatte analisi nelle discariche di Paese e in vecchi pozzi a nord di Treviso. Si apprende anche che i 65.000 euro di finanziamento regionale all’ARPAV, risalenti alla più volte citata delibera del 5 luglio 2011 “saranno utilizzati” per scavare altri pozzi a nord di Treviso “alla ricerca delle cause del fenomeno”. I lavori per l’estensione dell’acquedotto a Preganziol dovrebbero iniziare in giugno. C’è infine una stigmatizzazione, da parte dell’assessore all’Ambiente, della presunta “reticenza” dei cittadini di Preganziol ad allacciarsi all’acquedotto anche dove lo stesso è già presente, come in via Marmolada. Simili affermazioni sembrano trascurare il fatto che chi ha avuto l’abitabilità con la terebrazione di un pozzo a 240 metri, prima della costruzione di qualsiasi acquedotto, non solo ha rispettato tutte le leggi vigenti, ma ha anche sostenuto un notevole costo aggiuntivo che chi ottiene l’abitabilità con la presenza dell’acquedotto non sostiene.

Un articolo del Gazzettino del 18 marzo 2012 riporta nuovamente le informazioni sopra citate.

L’8 maggio 2012 il Comitato ha ricevuto, a seguito della pratica avviata il 14 novembre 2011, l’accreditamento presso il Comune di Preganziol con l’iscrizione all’albo delle Associazioni.

L’11 maggio 2012, per quanto riguarda il fronte sanitario, è giunta la risposta della Dirigente SIAN del Dipartimento di Prevenzione dell’ULSS 9, dott.ssa Anna Pupo, all’istanza presenta il 16 marzo 2012 dal Comitato sulla “speciazione” del mercurio oggetto dell’inquinamento dell’ottava falda. Tale risposta, con allegata la nota redatta dal dott. Alfredo Mussato dell’Unità Operativa di Chimica dell’ARPAV, permette di avere la certezza che le analisi effettuate scludono la presenza di composti organici del Mercurio, quali il Metil-Mercurio, considerati più tossici. Per visionare la documentazione rivolgersi al Comitato

Sempre durante il mese di maggio il Comitato si è fatto promotore dell’idea di costituire una Commissione Scientifica che possa lavorare sugli aspetti che rimangono non risolti dalle azioni poste in essere dalle autorità preposte, sia sul fronte sanitario che sul fronte geologico. Una prima riunione si è svolta presso il Comune di Preganziol, alla presenza di esperti esterni invitati e del Sindaco, in data 22 maggio 2012. Considerato l’ambito sovracomunale i presenti hanno convenuto sull’utilità di invitare il Prefetto per ufficializzare tale organismo. Il 4 giugno 2012 si è svolta una riunione con gli stessi esperti invitati in data 22 maggio alla presenza del Prefetto e del Sindaco. Il Prefetto, non ritenendo l’argomento di propria competenza, ha invitato i presenti a rivolgersi alla Regione. Al fine di dare seguito all’iniziativa il Comitato, seguendo il consiglio del Sindaco e del Prefetto, si è pertanto rivolto al Presidente della Regione con lettera del 16 giugno 2012. La risposta della Regione è giunta in data 16 luglio 2012 a firma dell’ing. Marco Puiatti della Segreteria regionale per l’ambiente - Direzione Geologia e Georisorse. Tale risposta esclude, purtroppo, la formazione di una Commssione Scientifica con la motivazione che la Regione si è affidata ad ARPAV per lo studio del problema relativo all’inquinamento da mercurio dell’ottava falda. l’ARPAV, l‘8 settembre 2011, ha avviato un progetto denominato “ME.MO” (Monitoraggio di’indagine del Mercurio nelle acque sotterranee in provincia di Treviso) che terminerà a fine ottobre 2013. A seguito ulteriori richieste di chiarimenti da parte del Comitato si è svolto un incontro presso la Segreteria regionale per l’Ambiente, Direzione Geologia e Georisorse, Servizio Tutela Acque, Osservatorio Qualità delle Acque - Venezia - il giorno 12 settembre 2012 alle ore 10.00 avente ad oggetto: Inquinamento da mercurio dell’ottava falda a sud di Treviso, aggiornamento sulle attività poste in essere dall’ARPAV a seguito della delibera regionale n. 962 del 5 luglio 2011, controllo dell’evoluzione dell’evento, individuazione della possibile origine. Di tale incontro è stato predisposto un verbale a cura della Regione. Per visionare tale verbale rivolgersi al Comitato. Il lavoro d’indagine finora condotto da ARPAV porta a concludere che: 1) l’inquinamento di una falda così profonda è un fatto anomalo e senza precedenti a livello nazionale e forse internazionale; 2) non si sono ancora individuate le fonti e le cause dell’inquinamento da mercurio; 3) i fondi regionali a disposizione per le attività d’indagine geologica a nord dell’inquinamento sono irrisori rispetto alle reali necessità per addivenire ad un risultato; 4) sarebbe auspicabile, come sostenuto dal Comitato, avviare una collaborazione scientifica con esperti esterni per un’indagine sito-specifica utile al proseguio delle indagini geologiche.

Sotto il profilo legale il Comitato nel mese di giugno si è rivolto allo studio legale degli avvocati Graziella Brunello e Alessandro Piergiovanni con sede a Mirano per presentare una circostanziata denuncia-querela, affinchè l’Autorità Giudiziaria accerti la sussistenza di reati nella vicenda dell’inquinamento da mercurio. L’atto è stata depositato presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Treviso in data 6 agosto 2012. Per prendere visione dell’atto rivolgersi al Comitato.

Il 5 ottobre 2012 alle ore 20.45 presso la Sala “Granziol” - Via Palladio 78 - 31022 Preganziol (TV) si è svolto un incontro pubblico organizzato dal Comitato con titolo: “IL MERCURIO NELL’OTTAVA FALDA - MAGGIO 2011 - OTTOBRE 2012 - Quali prospettive per un problema ambientale senza spiegazioni e senza precedenti?

Un ampio resoconto è apparso il 7 ottobre sul Gazzettino e sulla Tribuna.

Nelle News le ultime attività del Comitato.


PER ADERIRE

Testi a cura della Presidenza