comitato tutela acque potabili preganziol

 

Approfondimenti - Parte prima

La necessità di istituire un Comitato deriva dal profondo stravolgimento della vita quotidiana che ha investito tutti i cittadini che utilizzano un pozzo autonomo come unica fonte di approvvigionamento di acqua potabile nel Comune di Preganziol. L’improvvisa mancanza di acqua potabile nella propria abitazione, l’incertezza sul proprio stato di salute, l’incertezza sulle possibili soluzioni e sui tempi necessari, il conseguente uso quotidiano di taniche, la mancanza di informazioni su origini, ragioni, cause dell’inquinamento da Mercurio dell’ottava falda, le affermazioni spesso contraddittorie apparse sulla stampa, il senso di rabbia e di impotenza di fronte ad un comportamento scellerato di qualche ignoto che compromette un bene di tutti come l’acqua; questo, ed altro ancora, ha spinto alcuni cittadini ad unirsi per avere accesso agli atti e ai dati relativi al fenomeno “inquinamento da Mercurio”, per conoscere, capire ed agire chiedendo alla Pubblica Amministrazione interventi concreti sotto il profilo della tutela della salute, della soluzione del problema dell’approvvigionamento idrico, del risarcimento dei danni e delle spese sostenute, dell’individuazione di eventuali responsabili.


Questo approfondimento si propone di dare un primo nucleo di informazioni, partendo da principi e leggi di carattere generale sul consumo di acqua potabile, continuando con la realtà specifica degli obblighi per l’abitabilità in assenza di acquedotto, arrivando all’attualità dell’inquinamento da Mercurio dell’ottava falda con la sequenza di atti, ordinanze, incontri pubblici, interventi sulla stampa. Leggendo si potrà comprendere che ci sono Leggi specifiche, europee e nazionali, per prevenire e fronteggiare emergenze ambientali come l’inquinamento da Mercurio della falda, con precise disposizioni per Enti locali e Autorità d’ambito territoriale.


L’ACQUA POTABILE


  1. L’acqua destinata al consumo umano è un bene essenziale per la vita di ogni cittadino.

  2. La protezione della salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque è tutelata per legge dallo Stato (art. 1 – Finalità – Decreto Legislativo n. 31 del 02/02/2001).

  3. L’acqua è un patrimonio della comunità e tutte le acque, superficiali e sotterranee, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da salvaguardare e utilizzare con criteri di solidarietà dando priorità alla destinazione potabile (art. 3 - Principi - All. A, Decreto n. 15 del 09/02/2009 Regione Veneto).

  4. La pubblica amministrazione titolare del servizio “acque destinate al consumo umano” e responsabile dell’applicazione delle normative europee (Direttiva 98/83/CE) e nazionali (D.lgs citato) è rappresentata da Regione, Province e Comuni (art. 2 c. 2.1 Decreto regionale citato).

  5. Il giudizio di idoneità dell’acqua destinata al consumo umano (compreso l’approvvigionamento autonomo tramite pozzo) è espresso, nella nostra zona, dall’ULSS 9 (Treviso), Dipartimento Prevenzione, SIAN (Servizio Igiene degli Alimenti e Nutrizione).

  6. I parametri microbiologici e chimici da analizzare per ottenere l’attestato di idoneità al consumo umano dell’acqua da parte dell’ULSS sono stabiliti nell’allegato 1, parte A e parte B del citato D.lgs.

  7. L’ULSS, in caso di superamento dei valori di parametro e di conseguente pericolo per la salute umana, informa l’autorità d’ambito (il Comune) affinché la fornitura dell’acqua sia vietata(D.lgs citato, art. 10).

  8. Comune e ULSS debbono indicare i provvedimenti necessari per ripristinare la qualità, dando priorità alle misure di esecuzione, tenuto conto dell’entità del superamento del valore di parametro e del pericolo per la salute umana (D.lgs citato, art. 10).

  9. In caso di pericolo per la salute sono di competenza dello Stato le modifiche dei  parametri, dei metodi analitici e l’adozione di specifiche norme tecniche (D.lgs citato, art. 11), sono di competenza della Regione le misure d’emergenza per fornire acqua potabile (D.lgs citato, art. 12).

  10. Il braccio operativo della Regione Veneto per la prevenzione, il controllo e la rimozione dell’inquinamento è l’ARPAV (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto). Esiste inoltre l’A.A.T.O. (Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale) che rappresenta una forma di cooperazione tra Province, Comuni ed Enti gestori del servizio idrico. Nel Veneto ci sono otto A.A.T.O. e Preganziol ricade, con altri 24 Comuni, in quella denominata “Laguna di Venezia” che è in convenzione, per la gestione del ciclo idrico integrato, con Veritas S.p.A.


Dopo questa panoramica sulla complessa rete di Leggi ed Enti che si occupano dell’acqua potabile si può approfondire il contesto normativo che regola l’approvvigionamento idrico privato attraverso pozzi artesiani.


L’ACQUA POTABILE ATTRAVERSO IL POZZO ARTESIANO PRIVATO



I cittadini residenti nel Comune di Preganziol, qualora non serviti da acquedotto, per ottenere l’agibilità della propria abitazione (art. 25 D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380) da parte del Responsabile del Servizio Edilizia Privata debbono procedere come segue:

  1. Punti elencoCostruire a proprie spese un pozzo per l’approvvigionamento dell’acqua potabile.

  2. Punti elencoComunicare l’indagine del sottosuolo a mezzo perforazione al Servizio Geologico d’Italia - Roma (Legge 4 agosto 1984 n. 464).

  3. Punti elencoDenunciare il pozzo (art. 10 D.lgs 10/07/1993 n. 275 e art. 103 T.U. 11/12/1933 n. 1775) all’Ufficio del Genio Civile Regionale di Treviso indicandone l’uso, le modalità di estrazione, la stratigrafia del terreno.

  4. Punti elencoComunicare i medesimi dati del punto precedente al Servizio Geologico d’Italia.

  5. Punti elencoFar eseguire a proprie spese le analisi di potabilità dell’acqua.

  6. Punti elencoTrasmettere le suddette analisi all’ULSS richiedendo il giudizio di idoneità.

  7. Punti elencoTrasmettere al Comune l’attestato di idoneità al consumo umano dell’acqua prodotto dall’ULSS ai sensi del D.lgs citato in premessa.

Il cittadino non servito da acquedotto comunale deve pertanto ottemperare a tutti gli obblighi di legge per ottenere l’agibilità, provvedendo all’approvvigionamento dell’acqua potabile a proprie spese, versando ugualmente consistenti oneri di urbanizzazione senza ottenere alcun servizio relativamente all’acqua potabile (ciclo idrico integrato: acquedotto e fognatura).

La costruzione di un pozzo per l’approvvigionamento di acqua potabile non è pertanto una libera scelta, ma un obbligo di legge per poter abitare laddove il Comune non ha ancora realizzato la rete idrica; la costruzione va realizzato secondo parametri di idoneità riconosciuti dalle autorità locali con ovvie previsioni di utilizzo a lunghissimo termine. Tali aspettative, visto anche il considerevole investimento necessario alla terebrazione di un pozzo, sono ovviamente connesse alla corretta gestione da parte degli Enti sopra citati delle risorse ambientali in termini di quantità di prelievo dalla falda e di inquinamento.


Chiarito il contesto normativo riguardante i cittadini che si sono dovuti dotare di un pozzo artesiano per l’acqua potabile, si può passare all’analisi di come le legittime aspettative di sicurezza, salubrità e durata del pozzo, ai primi di maggio 2011, si siano improvvisamente infrante senza vie d’uscita, almeno per ora.


L’ACQUA POTABILE DELLA FALDA A 240 METRI INQUINATA DAL MERCURIO


Nei primi giorni di maggio, a causa del mancato rilascio da parte del Comune di un certificato di agibilità, si diffonde tra alcuni cittadini l’allarme Mercurio.

Il 7 maggio compaiono sul Gazzettino le prime notizie relative all’inquinamento da mercurio dell’ottava falda freatica, ad una profondità di circa 230/240 metri, in una zona che interessata il Comune di Preganziol e che si estende anche ai Comuni confinanti di Treviso e Casier.

Il 9 maggio compare l’Ordinanza Comunale 9 maggio 2011 n. 65. Essa ordina ai proprietari di pozzi autonomi, residenti in specifiche vie, che emungono l’acqua ad una profondità superiore a m. 180 di effettuare le analisi del parametro “mercurio totale” e quelle di altri parametri. Vieta inoltre parzialmente l’uso dell’acqua per il consumo umano. Tale ordinanza non contiene alcuna motivazione e non contiene riferimenti a segnalazioni che l’ULSS è tenuta a dare al Comune per l’emanazione di provvedimenti ordinativi e limitativi sulla disponibilità di un bene indispensabile come l’acqua potabile (vedi D.lgs citato, art. 10).

In una dichiarazione stampa del 12 maggio il Dirigente dell’Ufficio Prevenzione ULSS 9, Anna Pupo, afferma tra l’altro che “Dalla fine del 2009 stavamo tenendo d’occhio, nei consueti monitoraggi, il livello di mercurio totale presente nell’acqua dei pozzi privati, notando un andamento non regolare … Nell’estate 2010, in una scuola materna, abbiamo rilevato il mercurio a rubinetto e non in falda e abbiamo sollecitato l’allacciamento all’acquedotto, prontamente eseguito. Lo scorso febbraio, rilasciando un giudizio di potabilità su una nuova abitazione privata a Preganziol, abbiamo visto un valore superiore alla norma. A questo punto abbiamo compiuto un’indagine più approfondita campionando trenta pozzi in una zona circoscritta. In otto di questi abbiamo riscontrato valori di mercurio superiori alla norma”.

Un’altra informazione utile per la data di inizio del problema è la chiusura “per manutenzione” del pozzo n. 3 nell’area di prelievo dell’acquedotto gestito dalla Veritas-Spim (Servizi Pubblici Idrici di Mogliano Veneto) situato a San Trovaso, al confine tra Treviso e Preganziol. Il pozzo pesca nella falda a 240 metri ed è staccato dalla conduttura dell’acquedotto, sversando “da mesi” l’acqua direttamente nelle canalette a lato della strada.

Gli organi di stampa danno spazio, nel periodo immediatamente seguente, a diverse informazioni, valutazioni e dichiarazioni delle autorità competenti, ipotesi sulle possibili cause del fenomeno, sulle procedure adottate, sui probabili valori del parametro anomalo e così via. Leggendo la rassegna stampa è possibile avere un quadro generale dal quale emergono notevoli contraddizioni e l’esigenza da parte dei cittadini coinvolti di avere informazioni complete e scientificamente corrette. È mancata, nella fase iniziale, un’informazione esplicativa ufficiale al cittadino da parte delle autorità competenti.

Al di là delle contraddizioni, ecco alcuni dati fondamentali che richiedono grande attenzione:

  1. Punti elencoNon si conosce la data d’inizio della presenza del Mercurio nei pozzi privati perché, prima del febbraio 2011, l’ULSS 9 non ha mai chiesto l’analisi di tale parametro anche se le normative europee e nazionali lo prevedono (vedi l’allegato 1, parte A e parte B del citato D.lgs. già citato) e anche se tutti gli attestati per l’agibilità, consegnati ai cittadini da tale Ente a seguito delle analisi richieste sull'acqua di ogni pozzo privato, riportino in oggetto proprio il citato D. lgs. che tra i parametri richiesti comprende il Mercurio. La gravità di tale mancanza è fin troppo ovvia, infatti in tal modo nessuno sa da quanto tempo beve acqua al Mercurio poiché il parametro non è stato mai preso in considerazione. Il fenomeno riguarderebbe oltre 800 famiglie di cui 350 residenti a Preganziol.

  2. Punti elencoIl valore anomalo di Mercurio nei pozzi, inizialmente riportato come appena superiore a quello previsto per legge (1 microgrammo per litro), tra 1,7 e 2,5, in realtà è in molti casi ben più alto, fino a 22/23 volte il limite. Questo dato fa ovviamente pensare ad un inquinamento di proporzioni consistenti e di origine dolosa.

  3. Punti elencoAll’interno dell’area colpita vi sarebbero pozzi (a macchia di leopardo) che usano tale falda e non presentano tracce di Mercurio, ma questo dato è ininfluente poiché l’acqua della falda e il relativo inquinante sono in movimento, quindi per ogni pozzo i dati possono cambiare nel tempo anche rapidamente e questo significa che oggi nessuno, all’interno dell’area colpita, può definirsi al riparo dal Mercurio (l’acqua in falda è un unico grande bene senza confini).


Accertata la gravità della situazione, appare utile un cenno ai possibili danni prodotti dal Mercurio nell’organismo umano, anche considerando che non ci sono certezze sull’intervallo di tempo intercorso tra la comparsa del Mercurio nell’acqua di ogni pozzo della zona interessata e la citata ordinanza del 9 maggio 2011.


I DANNI ALLA SALUTE CAUSATI DAL MERCURIO


Il mercurio è citato come “metallo pesante” tra gli inquinanti chimici dell’acqua. Più la soglia ammessa dalla legge (vedi tabella dell’allegato 1, parte A e parte B del citato D.lgs.) è bassa e più il metallo è tossico. Ebbene, il Mercurio ha la soglia più bassa in assoluto (1 microgrammo per litro), ad esempio il piombo ha una soglia 10 volte superiore così come altre sostanze pericolose quali l’arsenico. Gli effetti dell’avvelenamento da mercurio sono: distruzione del sistema nervoso, danneggiamento delle funzioni cerebrali, danni al DNA e danni cromosomici causanti il mongolismo, reazioni allergiche, stanchezza ed emicranie, effetti riproduttivi negativi, quali danni allo sperma, difetti di nascita e aborti, tumori. Pur essendo assumibile dall’uomo anche consumando alimenti, quali ad esempio il pesce, è del tutto ovvio che la continua assunzione quotidiana attraverso l’acqua (un uomo beve in media 2 litri di acqua al giorno) in valori molto superiori alla soglia considerata non pericolosa costituisce un vero e proprio lento avvelenamento i cui effetti sopra citati si misurano dopo anni. Un cenno va fatto all’esclusione formale, dai danni prodotti dal Mercurio, degli animali domestici che appaiono, nelle ordinanze, “forzatamente esonerati” dal problema mentre è ovvio che si tratta di organismi viventi avvelenabili al pari dell’uomo. Altri dubbi sorgono sulla possibilità di trattare senza problemi la produzione tipica del trevigiano, come il radicchio rosso, con immersioni di 15/20 giorni in acqua inquinata dal Mercurio.


Dopo il momento iniziale, in cui oggettivamente è mancata un’informazione chiara e puntuale sull’inaspettato fenomeno dell’inquinamento da Mercurio, vi sono state alcune occasioni di incontro promosse dal Comune, volte a dare alla cittadinanza un quadro più completo della situazione e dei possibili interventi, così come, dopo la citata ordinanza del 9 maggio, sono seguite altre ordinanze e altri atti pubblici. La parte che segue propone in ordine cronologico tali contenuti.


INCONTRI, ORDINANZE, PROVVEDIMENTI E DOCUMENTAZIONE DOPO IL 9 MAGGIO


A conferma dell’inquinamento dei pozzi privati, come da ordinanze dei Sindaci di Preganziol (già citata, 9 maggio), Casier (11 maggio) e Treviso (12 maggio), il 13 maggio esce un Comunicato stampa congiunto della Prefettura di Treviso, Ufficio Territoriale del Governo, che sottolinea il non inquinamento dei pubblici acquedotti, il non pericolo per la salute pubblica e definisce “precauzionale” la non potabilità dell’acqua decretata per i pozzi che pescano ad una fascia di 200-300 metri di profondità. Lo stesso Comunicato stampa è diffuso contemporaneamente dall’ULSS 9. Una certa incongruenza appare confrontando ad esempio le ordinanze dei Comuni di Preganziol (9 maggio) e Casier (11 maggio) sia per la descrizione delle motivazioni del divieto dell’uso di acqua potabile (presenti per Casier e con totale “omissis” per Preganziol) che per la tempistica ordinativa imposta al cittadino (6 mesi a Casier e 30 giorni a Preganziol). Così come appare strano che si possa negare un pericolo per la salute pubblica dei cittadini che usano il pozzo privato nel momento in cui le ordinanze vietano l’uso dell’acqua “per il consumo umano” in base a dati certi di presenza di Mercurio ben al di sopra dei limiti di legge. In ogni caso a Preganziol i cittadini che, nel rispetto della prima ordinanza del 9 maggio, ottemperano all’obbligo di presentare subito le analisi dell’acqua del proprio pozzo, pagandole personalmente, si vedono recapitare un’Ordinanza individuale (nel caso qui riportato datata 20 maggio). Tale ordinanza individuale, nel caso di presenza di Mercurio con valori superiori alla norma, ordina il divieto totale dell’utilizzo dell’acqua per il consumo umano e invita i proprietari a risolvere entro 60 giorni il problema con tre opzioni, richiamando le sanzioni amministrative previste per l’inottemperanza. Tale provvedimento appare illogico innanzi tutto perché l’opzione 1 “mettere in atto idonei interventi correttivi” affinché l’acqua con Mercurio diventi potabile non è chiara e non indica soluzioni per il proprietario  che non può certo bonificare da solo la falda n. 8; l’opzione n. 2 “allacciamento all’acquedotto” non è percorribile per i cittadini che risiedono in zone non servite dall’acquedotto e proprio per questo hanno dovuto costruire un pozzo; l’opzione n. 3 “realizzare un nuovo pozzo” appare contraddittoria perché non indica che il pozzo andrebbe eseguito a diversa profondità per intercettare una falda non inquinata, considerando che le falde a profondità inferiore già da tempo possono presentare altri inquinanti quali ammoniaca e, proprio per questo, sono state abbandonate più di venti anni fa in favore della falda n. 8 a 240 metri di profondità. In ogni caso, anche qualora il cittadino volesse rischiare e tentare a proprie spese tale opzione, l’impegno economico è sicuramente gravoso. I cittadini destinatari di tale ordinanza, oltre ad essere privati dell’acqua potabile per responsabilità ignote e senza avere alcuna colpa, si trovano senza soluzioni ragionevolmente realizzabili e con minaccia di sanzioni.

Il 26 maggio è pubblicata, a cura dell’ARPAV, una Mappa dei pozzi inquinati che evidenzia un valore superiore a 10 volte il limite di legge con punte molto più elevate, fino 22 microgrammi rispetto al microgrammo previsto.

Sempre il 26 maggio, probabilmente anche a seguito dello sconcerto manifestato dai cittadini interessati dalle ordinanze individuali, il Sindaco di Preganziol ha convocato una riunione che si è svolta presso la Sala Consiliare il 31 maggio alle ore 21.00. Lo scopo dell’incontro è stato informativo, anche grazie alla presenza di un Geologo dell’AATOLaguna di Venezia”, il dr. Enrico Conchetto, e di un responsabile della Veritas S.p.A. Questi i dati dichiarati: l’inquinamento sussiste in una fascia che va da nord-ovest a sud-est, lunga circa 10 chilometri e larga da circa 1,5 a 2 chilometri, che interessa i Comuni di Quinto, Treviso, Preganziol e Casier. Essendo un problema sovracomunale la Prefettura funge da coordinamento convocando appositi tavoli. Nell’intera zona interessata i pozzi analizzati sono 518 pozzi con 137 inquinati da Mercurio; a Preganziol i pozzi analizzati sono stati 169 di cui 50 inquinati. Tra questi 50 ve ne sono 23 che si trovano in zone sprovviste di acquedotto. Questi dati ovviamente si riferiscono solo ai pozzi analizzati che sono solo una parte di quelli esistenti sul territorio. Sulle possibili cause il Sindaco ha affermato che secondo l’ULSS e l’ARPAV la fonte inquinante parrebbe provenire da nord/nord-ovest all’altezza del Comune di Paese o più a nord con una quantità di 250 chilogrammi corrispondenti a 18 litri di Mercurio che qualcuno avrebbe immesso in un pozzo e quindi nell’ottava falda a 240 metri di profondità. L’assessore alle Politiche Ambientali arch. Nicola Giusto ha dato informazioni sulla sequenza di fatti, in particolare sul primo episodio noto: un cittadino, chiedendo l’abitabilità, il 27 dicembre 2010 ha presentato all’ULSS l’analisi dell’acqua del pozzo appositamente costruito ma, a fronte di tale analisi che sembrava in regola per la potabilità, l’ULSS ha preteso dal cittadino una nuova analisi, fino a quel momento mai richiesta ai cittadini di Preganziol, quella del Mercurio. L’esito, datato 21 febbraio 2011, rilevava la presenza di Mercurio al di sopra dei limiti, un’ulteriore analisi dell’11 marzo 2011 ha confermato l’inquinamento, così l’ULSS il 18 marzo ha comunicato al Comune di emettere apposita ordinanza. A quel punto il Comune il 22 marzo ha emesso l’ordinanza per il divieto di uso di tale pozzo per l’acqua potabile. L’ULSS avrebbe successivamente fatto ulteriori analisi su 11 “pozzi spia” trovandone 4 inquinati e comunicando il 26 aprile al Comune tali esiti da cui è scaturita un’ordinanza individuale per i quattro pozzi inquinati e la prima ordinanza rivolta genericamente a tutti i cittadini residenti nell’area interessata, la già citata Ordinanza Comunale n. 65 del 9 maggio.

Il Geologo dr. Conchetto ha descritto come sono alimentate le acque sotterranee partendo dall’alta pianura, con un sistema acquifero indifferenziato, per arrivare alla media pianura in cui si trovano le falde in pressione e quindi la cosiddetta “risorsa idropotabile”. Preganziol si trova in questa zona e l’ottavo acquifero è la falda interessata dall’inquinamento. Anche la nona falda è, seppur con valori inferiori, risulta inquinata. L’ottava falda all’altezza di Preganziol ha uno spessore variabile tra gli 8 e i 18 metri. La presenza di Mercurio più a Nord è stata rilevata a Quinto per cui, considerata la direzione in cui si muove l’acqua, la fonte di inquinamento deve trovarsi tra Quinto e Paese o più a nord. Il dato medio con cui l’acqua si muove entro la falda va da metri 0,9 a metri 1,8 al giorno. La quantità d’acqua interessata dalla contaminazione è di 19 milioni di metri cubi d’acqua. In merito alle dichiarazioni, peraltro apparse subito poco credibili a tutta la cittadinanza, relative ad una presenza naturale di Mercurio, il Geologo ha escluso affermando che, fatta eccezione per i terreni vulcanici, la presenza non può superare il valore di 0,2 microgrammi per litro e sarebbe in ogni caso uniforme in tutto il territorio. Al contrario, la presenza di Mercurio qui riscontrata fino ad oltre 18 microgrammi per litro non può essere di origine naturale, inoltre, secondo la loro esperienza, la direzione del flusso di questo inquinamento ricalca perfettamente la direzione del movimento dell’acqua in falda e le modalità di altri fenomeni di inquinamento verificatisi in zone simili.

Il rappresentante della società di gestione dell’acquedotto Veritas ha descritto il progetto di ampliamento dell’acquedotto: circa 550 metri nella zona di via Bacchina e circa 3,5 chilometri nella zona di via Baratta Vecchia in modo da unire le due centraline di via Franchetti (nord) e via Marconi (centro) secondo un vecchio progetto già esistente. Inoltre esistono, o sono in fase di attuazione, accordi tra Veritas, ATS (società che gestisce l’acquedotto a Treviso) e Sile-Piave (società che gestisce l’acquedotto a Casier) per risolvere il problema dei cittadini residenti a confine tra i diversi Comuni. L’intervento dovrebbe coprire il 95% dei residenti con pozzi inquinati, avrebbe un costo di 500.000 euro di cui 100.000 disponibili da parte della Veritas come investimento previsto, gli  altri dovrebbero uscire dalle casse del Comune o da altri Enti pubblici; il cantiere potrebbe essere aperto già nel 2011. Un allacciamento (entro i 10 metri) costerebbe mediamente al cittadino 1.100 euro, senza ovviamente il costo di tutti i lavori all’interno della proprietà per portare l’acqua dal contatore all’abitazione.

Altri elementi significativi emersi dalla discussione sono stati la dichiarazione di un cittadino che già due anni fa aveva riscontrato con proprie analisi la presenza di Mercurio oltre la soglia consentita, così come il fatto che un pozzo dei campi pozzi della Veritas sia stato chiuso un anno fa per presenza di Mercurio riscontrata dalla società stessa. Di grande interesse il volume “Risorse Idriche e Bilancio Idrogeologico nell’Ambito Territoriale Ottimale Laguna di Venezia”, curato dall’A.A.T.O. Laguna di Venezia  nel 2010 e distribuito il 31 maggio 2011 a tutti i presenti nella Sala Consiliare del Comune di Preganziol. Tale pubblicazione permette, anche al lettore impreparato scientificamente, di comprendere il funzionamento naturale della risorsa idrica sotterranea, con schede di sintesi molto chiare su forme e profondità dei dieci acquiferi esistenti nel nostro territorio, sull’ubicazione dei pozzi e su tutta una serie di dati estremamente utili per poter analizzare, comprendere e, si spera, risolvere, un problema grave come quello dell'inquinamento da Mercurio dell’ottavo acquifero. Qualsiasi indagine sia presto avviata dalla pubblica autorità sulle cause dell’inquinamento dovrà per forza partire da questa ponderosa banca dati. L’articolo intitolato ”Definizione del bilancio idrogeologico nella zona di media pianura veneta ricadente nell’Ambito Territoriale Ottimale Laguna di Venezia” rappresenta un riferimento essenziale per capire il delicato sistema delle acque sotterranee e il loro particolare pregio qualitativo.

Il 27 maggio la Prefettura ha emesso un secondo “Comunicato stampa congiunto”, che segue quello già citato del 13 maggio. Tale comunicato conferma i dati generali del fenomeno: risultano inquinati da mercurio i pozzi che pescano ad una profondità tra i 180 e 300 metri, in un’area lunga circa 8,5 chilometri e larga circa 2,5 chilometri all’interno dei Comuni di Quinto di Treviso, Treviso, Preganziol e Casier; l’acqua di tali pozzi non è potabile e può essere utilizzata per altri usi domestici, per abbeverare gli animali e per uso irriguo. L’origine del fenomeno non è definito. L’incontro si è svolto in Prefettura alla presenza del Prefetto, dei Sindaci di Treviso, Quinto di Treviso, Preganziol e Casier, il Comandante provinciale dei VV.F., i rappresentanti dell’ULSS 9 (Dipartimento di Prevenzione), Arpav, ATO Laguna di Venezia, Veritas Spa, Alto Trevigiano Servizi, Consorzio di Bonifica Dese Sile, Azienda Servizi Pubblici Sile Piave. La Prefettura garantisce infine che “la situazione continuerà ad essere monitorata” e che “verranno effettuate comunicazioni periodiche”.

Nei giorni seguenti i Comuni di Casier (6 giugno 2011) e di Treviso (7 giugno 2011) hanno emanato nuove ordinanze, adeguate alle indagini effettuate dall’ULSS: entrambe circoscrivono la zona in cui l’uso dell’acqua potabile è vietato. Simile ordinanza è emanata anche dal Comune di Preganziol (8 giugno 2011). Rispetto alla precedente ordinanza individuale non ci sono termini ordinatori o altre prescrizioni specifiche, rimane il divieto di utilizzare l’acqua come potabile dai pozzi in determinate vie del Comune.

La cittadinanza è stata invitata dal Sindaco di Preganziol ad un secondo incontro svoltosi il 15 giugno 2011 alle ore 21.00 e successivamente, il 23 Giugno alle ore 20.30, si è svolta una seduta ordinaria pubblica del Consiglio Comunale, richiesta dall’opposizione, con all’ordine del giorno “Situazione inerente al controllo della qualità delle acque di falda profonda ed al relativo divieto parziale di utilizzo delle acque prelevate per il consumo umano provenienti da pozzi autonomi privati.” Sono emerse ulteriori ipotesi sul possibile completamento dei lavori di ampliamento dell’acquedotto entro fine 2012.

Dopo questi tre incontri rimangono integralmente senza risposta i principali interrogativi: le cause e gli autori dell’inquinamento, la durata del fenomeno (con l’ipotesi di almeno 10 anni considerando il lento spostamento dell’acqua in falda), la vera data d’inizio del fenomeno (mancando analisi del Mercurio a tappeto prima del 2011), la conoscenza dei danni alla salute per i cittadini coinvolti ed l'individuazione del soggetto o dei soggetti che risarciranno  i danni ai cittadini.

L’ultimo atto prima della pausa estiva è stata la Delibera Regionale 962 del 5 luglio 2011 finalizzata ad un “Intervento urgente per contrastare il fenomeno di inquinamento da Mercurio nelle falde acquifere della Provincia di Treviso”. L’intervento prevede anche il “disinquinamento delle acque sotterranee” ma il finanziamento di 65.000 euro, attribuito all’ARPAV, copre solo attività di indagine su pozzi esistenti, su nuovi pozzi da terebrare e sulla ricerca delle possibili fonti di inquinamento.

Questa si può definire la prima fase della vicenda “Mercurio nell’ottava falda”.

Il quadro che emerge oggettivamente, al di là di qualsiasi posizione politica o partitica, mostra la necessità di dare risposta ai molteplici interrogativi insoluti e giustifica appieno la nascita del Comitato Tutela Acque Potabili Preganziol.

PER ADERIRE

Testi a cura della Presidenza